Esiste una direttrice chiara che attraversa un quarto di secolo
di legislazione italiana e che trova nel D.Lgs.
36/2023 il suo compimento: la progressiva apertura
della Pubblica Amministrazione a logiche non meramente di
mercato.
Dall’appalto all’amministrazione condivisa: una traiettoria
normativa lunga venticinque anni
È un percorso che valorizza la partecipazione del cittadino e la
sussidiarietà orizzontale (art. 118, c. 4, Cost.).
Non parliamo di una novità estemporanea, ma di una precisa
traiettoria storica: dalla legge n. 328/2000 al Codice del
Terzo settore, dalla fondamentale sentenza n. 131/2020
della Corte Costituzionale fino all’art. 6 del nuovo Codice dei
contratti.
Un’apertura che si estende anche alla realizzazione delle opere
con strumenti come il dibattito pubblico
obbligatorio (art.
40) e il partenariato sociale (art.
201). Per comprendere appieno la portata di questo cambiamento,
tuttavia, occorre analizzare il paradigma a cui questo modello
partecipativo si affianca.
Il
paradigma di partenza: l’appalto come scambio di mercato
L’appalto pubblico è un contratto a
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