
Una maggiore capacità di governance, il
coordinamento tra istituzioni e professionisti tecnici, l’utilizzo
di modelli previsionali avanzati e una pianificazione territoriale
finalmente integrata.
Sono questi i temi al centro della Terza Giornata
nazionale della prevenzione e mitigazione del rischio
idrogeologico, organizzata dal Consiglio Nazionale
degli Ingegneri (CNI) e dal Consiglio Nazionale
dei Geologi (CNG), con il supporto delle rispettive
Fondazioni e di Fondazione Inarcassa.
Terza Giornata nazionale della prevenzione e mitigazione del
rischio idrogeologico: professionisti e istituzioni a
confronto
L’evento ha riunito rappresentanti del Governo, tecnici,
istituzioni, Protezione Civile, Autorità di Bacino e mondo
professionale, con un messaggio condiviso: il dissesto
idrogeologico non può più essere affrontato esclusivamente
come emergenza, ma richiede una gestione stabile, coordinata e
multidisciplinare.
Il quadro delineato durante i lavori è particolarmente
preoccupante. Secondo i dati richiamati nella nota del
Centro Studi del CNI, oltre il 94% dei comuni
italiani presenta aree classificate a rischio frane, alluvioni o
erosione costiera. Le aree a pericolosità elevata e molto elevata
per frane interessano circa 25 mila chilometri quadrati, mentre
milioni
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