
A oltre due anni dall’entrata in vigore della nuova
Direttiva europea sull’efficienza energetica e a
più di due anni dall’approvazione della EPBD IV,
l’Italia si trova ancora in ritardo su due passaggi fondamentali
del nuovo quadro europeo su energia ed edifici.
La conseguenza è il pacchetto infrazioni del 1° ottobre
2026, con il quale la Commissione europea ha adottato due
pareri motivati nei confronti dell’Italia, il primo relativo al
recepimento incompleto della
Direttiva (UE) 2023/1791, il secondo sulla
mancata trasmissione della proposta di Piano nazionale di
ristrutturazione degli edifici prevista dalla
Direttiva (UE) 2024/1275, la cosiddetta
EPBD IV o Direttiva Case Green.
In entrambi i casi la procedura d’infrazione è ormai entrata in
una fase avanzata. Dopo le lettere di costituzione in mora,
Bruxelles ha assegnato all’Italia due mesi per
intervenire; in assenza
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