
La normativa edilizia non brilla per precisione e coerenza. Da
una parte una norma statale (il d.P.R. n.
380/2001, Testo Unico Edilizia) modificata in oltre 20
anni da mani diverse e dall’altra il continuo rimando a leggi
regionali e normative incidenti sulla materia. E attenzione, questa
non vuole essere la classica introduzione distruttiva, il Testo
Unico Edilizia va certamente riformato ma senza buttare il bambino
con l’acqua sporca. Il punto è che l’incertezza finisce per
investire anche istituti che dovrebbero essere ormai assestati,
come la decadenza del
permesso di costruire per mancato inizio dei
lavori.
Alcune disposizioni, infatti, riguardano principi cardine e
dovrebbero essere fuori discussione, a partire dall’efficacia
temporale del titolo edilizio e dalle sue cause di decadenza,
definite puntualmente all’art. 15 del d.P.R. n. 380/2001.
Eppure qualche dubbio resiste. Visto che il comma 2 del citato
art. 15 vincola l’inizio dei lavori entro un anno
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