
L’indicazione di un nuovo prezzo non previsto
dalla lex specialis non può essere trattata come un semplice errore
materiale quando esprime una scelta negoziale capace di incidere
sul contenuto economico dell’offerta.
A specificarlo è il Consiglio di Stato, con la
sentenza
del 28 luglio 2026, n. 6126, resa nell’ambito di una
procedura per lavori relativi alla realizzazione di
un’infrastruttura stradale.
La controversia ha riguardato anche alcune soluzioni
tecniche proposte dall’aggiudicatario e i punteggi
attribuiti dalla commissione, offrendo a Palazzo Spada l’occasione
per tornare sui confini tra miglioria e variante e, soprattutto,
sui limiti entro cui il giudice può sindacare valutazioni che
appartengono alla discrezionalità tecnica della
stazione appaltante.
Nuovo prezzo nell’offerta: i limiti del soccorso
procedimentale
Il raggruppamento inizialmente escluso aveva impugnato il
provvedimento davanti al TAR e, dopo essere stato riammesso alla
gara in sede cautelare, aveva contestato con motivi aggiunti anche
la successiva aggiudicazione disposta in favore di un altro
RTI.
Il TAR aveva accolto il ricorso contro
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