
Quando le norme urbanistiche collegano l’altezza di un edificio
alla larghezza della strada prospiciente, il parametro da
utilizzare non può essere automaticamente ricavato da una
sistemazione viaria soltanto prevista e mai realizzata, soprattutto
quando da quella misura dipende la possibilità di assentire un
fabbricato più alto.
Ancora più complessa è la situazione quando il progetto si
colloca in un’area nella quale gli strumenti urbanistici disegnano
una sezione stradale diversa da quella esistente, ma l’allargamento
non è mai stato attuato e le opere necessarie a trasformare quella
previsione in assetto reale del territorio non sono state
eseguite.
A intervenire sulla questione è il Consiglio di
Stato con la sentenza
30 settembre 2026, n. 7229, relativa a un permesso di
costruire rilasciato per un fabbricato residenziale la cui altezza
era stata verificata assumendo come riferimento una larghezza
stradale maggiore di quella effettiva. I giudici hanno dovuto
stabilire se, ai fini del rapporto tra altezza dell’edificio e
strada prospiciente,
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