
Un Comune può ordinare la demolizione di un’opera realizzata con
SCIA edilizia molti anni dopo la presentazione
della pratica? Il generale potere di vigilanza
edilizia previsto dal d.P.R. n. 380/2001
consente davvero all’amministrazione di intervenire senza
limiti temporali anche quando l’intervento era stato
correttamente rappresentato nella SCIA? E cosa accade se i presunti
profili di illegittimità edilizia emergono soltanto durante un
successivo controllo su un’attività commerciale o
agrituristica?
Sono domande che negli ultimi anni hanno assunto un peso sempre
maggiore nella pratica professionale, soprattutto a seguito del
progressivo spostamento del controllo pubblico
dalla fase autorizzatoria preventiva a quella successiva. Ed è
proprio su questo terreno che si inserisce la sentenza
del TAR Toscana, sez. di Firenze, n. 795 del 27 aprile
2026, che affronta uno dei temi oggi più delicati in
edilizia, cioè il rapporto tra SCIA edilizia, autotutela
amministrativa e vigilanza urbanistico-edilizia.
SCIA per manufatto agricolo e successivo ordine di demolizione
La vicenda riguardava un’azienda agricola che nel giugno
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