
Come vanno qualificati i manufatti realizzati in aree vincolate
quando assumono forma apparentemente precaria, ma sono di fatto
funzionali all’uso abitativo? È sufficiente occultare un’opera per
sottrarla all’obbligo di titolo edilizio? E se l’Amministrazione si
limita a recepire il verbale della Guardia di Finanza, si può
parlare di difetto di istruttoria?
Abusi edilizi interrati, pergolati e vincolo paesaggistico:
interviene il Consiglio di Stato
Ha risposto a queste domande il Consiglio di Stato che, con la
sentenza n. 503
del 23 gennaio 2025, ha affrontato uno di quei casi in cui la
rilevanza edilizia si misura non solo sulla volumetria ma anche
sulla capacità dell’intervento di modificare stabilmente il
territorio, rafforzando l’orientamento secondo cui il titolo
edilizio è richiesto anche per i volumi interrati destinati ad uso
residenziale e che anche in edilizia libera occorre fare sempre
attenzione ai vincoli paesaggistici.
Nel caso oggetto dell’intervento del Consiglio di Stato viene
impugnata dinanzi al TAR un’ordinanza con la quale il Comune aveva
ordinato
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