
La ricostruzione della regolarità edilizia di un fabbricato
realizzato diversi decenni fa si complica quando gli elaborati
originari non permettono di individuare con precisione la posizione
e le dimensioni autorizzate, soprattutto se le differenze
riscontrate rispetto allo stato attuale vengono considerate dal
Comune come prova di interventi abusivi. Il
problema riguarda anche le domande di accertamento di compatibilità
paesaggistica, che possono essere dichiarate inammissibili per
presunte irregolarità risalenti alla costruzione dell’edificio, pur
avendo a oggetto opere successive e circoscritte.
L’attendibilità della documentazione storica
diventa quindi determinante, perché una discordanza tra un vecchio
progetto e lo stato dei luoghi può dipendere tanto da una modifica
effettivamente realizzata quanto da un’imprecisione nella
rappresentazione grafica, con conseguenze molto diverse sulla
valutazione della regolarità del fabbricato.
Su questi aspetti è intervenuto il TAR Lombardia,
Milano, sez. IV, con la
sentenza n. 4827 del 27 ottobre 2026, che ha
annullato il provvedimento con cui un Comune aveva dichiarato
inammissibile
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