
La chiusura stabile di un terrazzo mediante una
veranda può comportare un incremento della superficie e
della volumetria dell’edificio, trasformando uno spazio
originariamente aperto in un ambiente utilizzabile in maniera
permanente. Quando l’immobile è sottoposto a specifiche
prescrizioni urbanistiche, la possibilità di regolarizzare
l’intervento dipende anche dalle trasformazioni ammesse dalla
disciplina comunale, che può imporre limitazioni particolarmente
restrittive per gli edifici di valore storico.
La qualificazione dell’opera come pertinenza e il mancato
superamento del limite volumetrico del 20% rispetto all’edificio
principale non sono quindi sufficienti a giustificare il rilascio
di una sanatoria edilizia, soprattutto quando la
pianificazione urbanistica consente esclusivamente interventi di
carattere conservativo.
Con la
sentenza del 27 ottobre 2026, n. 2064, il TAR
Piemonte, Torino, Sez. II, ha confermato il diniego di un
permesso di
costruire in sanatoria richiesto per una veranda realizzata su
un edificio di rilevante valore storico, ritenendo che l’intervento
fosse incompatibile con la disciplina
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