
Il Comune può annullare in autotutela il permesso di costruire
perché ha cambiato idea sulle norme di piano? Basta una diversa
lettura del piano regolatore per considerare falsa l’asseverazione
di conformità del progettista? E se il Comune arriva tardi, il
proprietario deve modificare il progetto?
A questi interrogativi risponde il Consiglio di Stato con la
sentenza n. 6846 dell’8
settembre 2026, che chiarisce un punto molto
sottovalutato quando il Comune torna su un titolo già rilasciato,
perché esclude l’annullamento in autotutela del permesso di
costruire oltre il termine di legge se l’ufficio interpreta il
piano in modo diverso dal progettista. Chi ha ottenuto il permesso
depositando tavole che mostravano fedelmente l’intervento non se lo
vede rimettere in discussione a distanza di anni. Né
l’amministrazione può coprire il proprio ritardo qualificando come
mendace l’attestazione di conformità, né riversare sul privato un
controllo che spettava a lei.
La decisione toglie agli uffici un appiglio ricorrente, perché
quell’attestazione non tiene aperto
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