
Quando si parla di compravendita immobiliare,
conformità catastale e profili
urbanistico-edilizi vengono
spesso richiamate nello stesso contesto, ma appartengono a
discipline diverse, rispondono a finalità differenti e producono
conseguenze che non possono essere automaticamente sovrapposte.
Su questa distinzione è intervenuta la Corte di
Cassazione con la sentenza
8 luglio 2026, n. 22902, affrontando il caso di un
atto di vendita privo della dichiarazione di conformità catastale
prevista dall’art. 29, comma 1-bis, Legge n.
52/1985 e successivamente confermato ai sensi del comma
1-ter.
La pronuncia riguarda la responsabilità disciplinare del notaio,
ma il ragionamento seguito dalla Suprema Corte assume interesse
anche sotto il profilo edilizio, perché mette a confronto il regime
delle nullità catastali con quello previsto dal
d.P.R. n. 380/2001, escludendo che le regole dettate
per gli atti interessati da determinate carenze urbanistiche
possano essere
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