
Si può trasformare in abitazione un garage condonato,
rifacendolo e ricavando un secondo piano, senza il permesso di
costruire? Se il Comune non risponde entro 60 giorni alla domanda
di sanatoria, scatta il silenzio-assenso? Un abuso edilizio vecchio
di anni può ancora essere demolito dal Comune?
Sono domande tutt’altro che banali in una fase in cui la crisi
abitativa e la pressione sugli affitti in molte città spingono a
recuperare ogni metro quadrato disponibile, compresi i locali
accessori. Un nuovo spunto arriva dal Consiglio di Stato che, con
la sentenza n. 6212 del 3
agosto 2026, chiarisce due degli aspetti più sottovalutati
quando si rimette mano a un accessorio condonato: la sua
trasformazione urbanistica e il titolo edilizio necessario.
Il passaggio da garage ad abitazione richiede, infatti, il
permesso di costruire anche se il manufatto è stato condonato, e
chi ricava stanze e un piano abitabile nel vecchio box può
ritrovarsi con un ordine di demolizione
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