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Appalti digitali e algoritmi: il TAR fissa i limiti dell’automazione nelle gare

Appalti digitali e algoritmi: il TAR fissa i limiti dell’automazione nelle gare

La digitalizzazione degli appalti pubblici non
può trasformarsi in una “scatola nera” sottratta ai principi di
trasparenza, verificabilità e controllo umano.

Anche quando la stazione appaltante utilizza
piattaforme telematiche e software automatici per il calcolo dei
punteggi, la responsabilità della decisione resta integralmente in
capo alla pubblica amministrazione, che non può limitarsi ad
accettare “fideisticamente” il risultato restituito dalla macchina
senza essere in grado di ricostruirne e verificarne il
funzionamento.

Sono questi i principi più rilevanti affermati dal TAR
Sicilia
, sez. Catania, con la
sentenza del 22 aprile 2026, n. 1157
, nella quale
vengono affrontati aspetti, quali l’utilizzo di
algoritmi e di procedure automatizzate, destinati
ad avere un ruolo sempre più preponderante nelle gare
pubbliche
.

Appalti digitali e algoritmi: i limiti dell’automazione nelle gare
pubbliche

La controversia nasce nell’ambito di una procedura di
affidamento aggiudicata con il criterio dell’offerta
economicamente più vantaggiosa
, nella quale la
determinazione dei punteggi tecnici era avvenuta attraverso una
piattaforma informatica utilizzata dalla
…continua a leggere

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