
Quando un intervento già oggetto di SCIA viene modificato con
opere di lieve entità, completamente interrate e
funzionali anche al superamento delle barriere architettoniche, è
davvero necessario riattivare il procedimento di
autorizzazione paesaggistica solo perché
l’immobile ricade in area vincolata?
L’assenza di qualsiasi modifica della sagoma
esterna del terreno può essere considerata irrilevante?
Oppure la verifica prevista dall’art. 146 del D.Lgs. n.
42/2004 deve misurarsi con l’effettiva incidenza tecnica
delle varianti, e non soltanto con il pregio del contesto?
A queste domande ha risposto il Consiglio di
Stato che, con la sentenza n.
9125 del 21 novembre 2025, si è confrontato con il
tema delle varianti in area vincolata,
individuando i limiti entro i quali il vincolo può imporre un nuovo
passaggio autorizzatorio.
La vicenda: demolizione, SCIA in sanatoria e richiesta di
autorizzazione paesaggistica
La vicenda prende avvio da un sopralluogo su un immobile
ricadente in area sottoposta a vincolo
paesaggistico. L’amministrazione comunale aveva ritenuto
che alcune opere
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