
Cosa accade quando le opere di urbanizzazione previste in una
convenzione urbanistica vengono regolarmente realizzate, collaudate
e utilizzate, ma il Comune continua a non procedere formalmente
alla loro presa in carico? La convenzione urbanistica può essere
letta come un semplice rapporto contrattuale oppure conserva una
funzione pubblicistica che continua a incidere anche dopo la
conclusione dei lavori? E fino a che punto l’amministrazione può
sottrarsi agli obblighi assunti nell’ambito dell’attuazione di un
piano urbanistico?
Sono questioni che toccano uno dei temi più delicati del diritto
urbanistico, vale a dire il rapporto tra pianificazione, attuazione
convenzionata e gestione delle opere di urbanizzazione. Un ambito
nel quale convivono profili pubblicistici, obbligazioni
convenzionali, interessi dei soggetti attuatori e responsabilità
dell’amministrazione comunale.
Su questo tema è intervenuto il Consiglio di Stato che, con la
sentenza n. 1938 del 10
marzo 2026, ha affrontato il caso di alcune opere di
urbanizzazione realizzate nell’ambito di un piano particolareggiato
di iniziativa pubblica attuato mediante convenzione urbanistica
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