
Correva l’anno 2020 quando, in piena pandemia, il legislatore ha
previsto nel nostro ordinamento l’ormai famoso o famelico
“Superbonus 110%”. Un bonus edilizio straordinario che qui non
interessa analizzare ma che rappresenta, di fatto, il punto di
partenza di un concetto fino a quel momento sottovalutato e, in
molti casi, del tutto ignorato, quello della legittimità edilizia e
urbanistica delle nostre abitazioni.
Fino al 2020 in pochi si erano realmente preoccupati dello stato
di salute del patrimonio immobiliare italiano ma tra Superbonus e
art. 49 del d.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), che inibisce
l’utilizzo di detrazioni per interventi realizzati su immobili
abusivi, è scoppiata la bolla. Tutti hanno cominciato ad
interessarsi di stato legittimo, titoli e interventi edilizi,
portando alla luce un tema che per anni era rimasto sullo
sfondo.
Lo stesso legislatore è intervenuto più volte, dapprima cercando
di separare il tema degli abusi edilizi dalla possibilità di
accesso al beneficio fiscale e, successivamente, iniziando a
colmare un vuoto normativo che era evidente da
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