
Il panorama fiscale e tecnico legato agli interventi di
riqualificazione edilizia ha subito una delle più radicali e
discusse trasformazioni degli ultimi anni.
L’introduzione, ad opera della Legge n.
213/2023 (Legge di Bilancio 2024), art. 1,
commi da 64 a 67, in vigore dal 1° gennaio 2024, della
tassazione sulle plusvalenze derivanti dalla
cessione di immobili oggetto di interventi legati al
Superbonus (art. 67, comma 1, lett. b-bis del TUIR) ha di
fatto ridisegnato il perimetro delle compravendite immobiliari in
Italia.
La norma prevede un’imposta sostitutiva secca del 26% sulla
plusvalenza realizzata in caso di vendita dell’immobile entro dieci
anni dalla conclusione dei lavori.
Tuttavia, quando si scende nel dettaglio operativo delle seconde
case alienate entro i primi cinque anni dal fine lavori, il livello
di incertezza tra i professionisti del settore tecnico, notarile e
legale è altissimo. Spesso si assiste a una generalizzazione
fuorviante che porta a ritenere indeducibile qualsiasi costo
sostenuto per la ristrutturazione del fabbricato.
Per smontare
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