
Sono il proprietario di una unità immobiliare ubicata in un
condominio nel quale sono stati avviati lavori di efficientamento
energetico e antisismico affidati a un general contractor, con
previsione di fruizione integrale dello sconto in fattura al 110%.
Purtroppo l’impresa ha abbandonato il cantiere con opere eseguite
solo in parte. Oggi ci ritroviamo con un primo SAL formalmente
“emesso” e con crediti fiscali nei cassetti, ma con lavori
incompleti, tensioni tra condomini e la prospettiva concreta di
dover finanziare direttamente il completamento degli
interventi.
Il problema, però, non è soltanto l’incompiutezza
dell’opera. Sono infatti emerse irregolarità riferite proprio a
quel primo SAL: opere contabilizzate ma non integralmente
realizzate, e perplessità sulla correttezza delle asseverazioni
tecniche.
Il dubbio riguarda il cosiddetto “decreto Salva SAL”. Alcuni
condomini, sentito un consulente, sostengono che il SAL maturato
entro il 31 dicembre 2023 sia comunque salvo e non più recuperabile
dall’Amministrazione finanziaria. Altri, tra cui il sottoscritto,
ritengono invece che tale tutela non operi proprio alla luce delle
irregolarità riscontrate. È davvero così?
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